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CHIESA S.MARIA IMMACOLATA E PAVONIANA BRESCIA

Alfianello ricorda il Pavoni

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La Domenica 26 maggio 2019, la parrochia dei santi Ippolito e cassiano ad Alfianello (BS) ha celebrato la festa di S. ludovico Pavoni il quale la sua memoria nel calendario liturgico bresciano accade il 28 maggio.

 

Nella celebrazione eucaristica verso le 11:00, la partecipazione dei pavoniani (figli dell'immacolata) fondati da L. Pavoni non mancava. P. Lorenzo Agosti FMI che ha presieduto l'eucaristia ha accentuato sull'amore che L. Pavoni aveva per i poveri e i giovani per lasciare il suo stato di Nobiltà e anare a consacrarsi al servizio della chiesa e la gioventu. Ha fatto rivordare il paese di alfianello l'amore particolare che il santo aveva per il posto.

 

Dopo la messa, tutti si sono trasferiti nello storico oratorio della parrocchia per condividere lo spiedo in un ambito fraterno e accogliente e festeggiare la memoria del santo educatore.

 

Riportiamo in questi due paragrafi l'articolo ddi G.R. Bertoni sulla presenza dei nobili pavoniani add alfianello e il raporto che aveva S. L. Pavoni con il paese:

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La presenza dei nobili Pavoni ad Alfianello  risale alla fine del XVI secolo quando acquistano numerosi terreni a ridosso del fiume Oglio dalle monache del monastero di S.Giulia di Brescia mentre ottengono lo stabile piazza ed il Castello dagli Avogadro. Lo storico francescano Padre Paolo M. Pavesi ricorda che un certo Lodovico Pavoni ottimo avvocato, figlio di Ortensio e della nobile Elisabetta Maggi, si distinse per pietà e carità in soccorso dei poveri soprattutto durante la peste del 1630:” avendo nei suoi possedimenti di Alfianello buona quantità di riso e di grano, tutte le mattine faceva distribuire ai poveri minestra e pane. Avendo venduto al  principio della carestia una sola soma di riso per 18 scudi, ne sentì rimorso quasi ne avesse privato i suoi poveri e fece distribuire ai bisognosi  i 18 scudi, aggiungendo vino legna ed altri generi”.

La scelta per i poveri e gli abbandonati, tipica del nostro beato, era già presente nei suoi antenati tra i quali si distinsero molti che scelsero la vita sacerdotale e religiosa.

 

Presenza dei Pavoni ad Alfianello non vuol dire solo proprietà di terreni, casali e cascine, ma soprattutto presenza di una dimora-palazzo che costituiva la residenza estiva, secondo i costumi dei nobili del tempo che abitavano in campagna nel periodo del raccolto e della caccia. Naturalmente l’attuale palazzo subì, lungo i secoli, diversi rimaneggiamenti, ampliamenti e modifiche. Verso la fine del ‘700 il palazzo aveva come parte rustica l’attuale stabile piazza, col quale costituiva un quadrilatero unico e cintato, con tutte le caratteristiche della vecchia corte, tipica della Bassa bresciana: casa padronale, abitazioni per contadini, stalla, fienili, barchesse ed un portale molto elegante propria di queste abitazioni. E qui vissero gli antenati del nostro Lodovico, il trisavolo Lodovico II che nel 1634 sposò la nob. Cecilia Federici, il bisnonno Cav. Ortensio II che nel 1681 sposò la nob. Giulia Coradelli, il nonno Lodovico III che nel 1730 sposò la nob. Camilla Bocca, il padre Alessandro II che nel 1780 sposò la nob. Lelia Poncarali di Seniga dalla quale ebbe il nostro Lodovico (11 settembre 1784), il secondogenito Giovanni e altre due figlie, Camilla e Paolina. La dimora ad Alfianello era una vera e propria residenza dove i Pavoni vivevano per alcuni mesi all’anno tanto che i registri presenti nell’Archivio parrocchiale documentano atti di nascita, matrimoni e morti di parecchi membri del nobile casato .

 

Lo stesso padre del nostro santo, Alessandro era nato qui ad Alfianello il 10 aprile 1719 e vi morì pure il 10 settembre 1805. Certamente il nostro Lodovico trascorre la sua adolescenza e la sua giovinezza prevalentemente a Brescia dove frequenta le scuole del tempo, ma durante il periodo estivo ed autunnale è qui ad Alfianello a contatto con i ragazzi ed i giovani della sua età. La sua vocazione al sacerdozio matura certamente all’interno del filone del suo casato che conta parecchi sacerdoti e religiose, ma notevole è l’influenza che esercita su di lui il Prevosto Bernardo Aquilino, allora parroco di Alfianello, santo e zelante  sacerdote. La presenza del Pavoni qui ad Alfianello  è documentata dalla Relazione del Parroco Bartolomeo Ballotta stesa in occasione della visita pastorale del vescovo di Brescia Gabrio Maria Nava ( aprile 1812) nella quale il nostro viene definitoMaestro nella dottrina e moderatore dell’oratorio, dalla testimonianza  del P. Baldini e della stessa sorella Paolina che così affermano: "Avviavasi ad essere il padre dei poveri, e principalmente dei giovinetti, dei quali ad Altianello, patria e dimora della sua famiglia, era sempre attorniato. E presto fondò loro in Alfianello l'Oratorio, e vi entrò assistente, ed era ivi il suo godere nelle vacanze della scuola, alla quale attendeva in Brescia" edai «Registri della Dottrina Cristiana» che, da un controllo ben accurato, lo danno presente qui ad Alfianello per ben nove anni. ossia dal 1804 al 1812, da quando cioè è ancora chierico (nel 1804, 1805, 1806 è indicato come «chierico»; nel 1807, 1808, 1809, 1810, 1811 e 1812 come «sacerdote») sino a quando nel 1812 verrà scelto come segretario dal vescovo di Brescia Mons. Nava.

 

Nonostante nell'arco dell'anno la sua presenza sia limitata al periodo delle vacanze e della caccia, 3-4 mesi circa, da luglio-agosto a ottobre-novembre con alcune varianti, pur tuttavia nove anni costituiscono una presenza che ha inciso notevolmente sulla vita religiosa, culturale e sociale di Alfianello.

 

Senza dubbio il Pavoni sarà venuto qui nella sua tenuta di campagna sia da giovinetto, prima dì entrare in Seminario e di ricevere gli Ordini minori, sia dopo il 1812. Dopo tale data la sua permanenza ad Alfianello è brevissima perché il suo centro di azione diventa ormai Brescia. Tuttavia questi sono gli anni della sua prima esperienza sacerdotale, carichi di entusiasmo giovanile e segnati da alcune importanti iniziative, primi germogli della sua futura opera assistenziale, caritativa e sociale.

Se per il nostro beato è ormai Brescia ad essere il centro del suo ministero, Alfianello continua ad essere la residenza del fratello Giovanni che il 12 novembre 1805, solo due mesi dopo la morte del padre, si sposa con la sig.na Virginia Panigada (registro dei matrimoni: vol.IV 1769-1840).

 

E’ noto ormai il contrasto che si era venuto a creare tra Giovanni e la sua famiglia, in particolare con la madre, ma il chierico Lodovico con la sua bontà d’animo, con il suo tatto e la sua prudenza riuscì a conciliare madre e figlio e di questo sono testimonianza alcune lettere che il nostro indirizzò al fratello Giovanni, piene di consigli e sagge esortazioni. Giovanni ebbe due figli, Vincenzo nato qui ad Alfianello il 14 novembre 1815 ( registro dei Battesimi, vol. V 1806-1829) e Cesare. Il primo prese domicilio a Passirano dove sposò la nob. Erminia Manna, il secondo rimase ad Alfianello sposando la nob. Orsola Mazzoni di Bornato. Giovanni, aperto alle nuove idee rivoluzionarie,  fu un fervente mazziniano, amico di Antonio Panigada e di Filippo Ugoni. Dopo gli arresti del 1822-23 e la fuga del Panigada in Belgio, si occupò della propria azienda qui ad Alfianello dove era ormai  residente  e dove morì il 2 giugno 1851. La presenza dei Pavoni qui nel nostro paese bassaiolo, continua con Cesare che completò il palazzo, trasformando le strutture agricole annesse all’abitazione, con vasto brolo a mezzogiorno ed abitazioni di servizio a monte. Dalla moglie Orsola ebbe tre figli, Giuseppe, Federico ed Alessandro che si trasferì a Roma e fu impiegato al Ministero delle colonie.

 

Se ormai discendenti diretti del Pavoni non abitano più ad Alfianello, tuttavia rimane la sua presenza attraverso il Palazzo ora sede municipale, la Piazza a lui intitolata, l’onomastica del paese Alfianello paese del S. Lodovico Pavoni, una grande statua lignea collocata presso l’altare dei Patroni, l’oratorio  a lui intitolato insieme a S.Giovanni Bosco, la festa istituita in suo onore ed ora un busto nella  piazza, ma soprattutto, penso, sia rimasto lo spirito della sua attenzione e predilezione ai ragazzi ed ai giovani, presente in tanti collaboratori e volontari che animano le molteplici iniziative che ruotano attorno all’oratorio.

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